Le Patologie



L'interesse del Centro deriva principalmente da osservazioni di ordine epidemiologico; si è infatti notato, nei Paesi Occidentali, un aumento d'incidenza delle malattie del colon-retto-ano sia infiammatorie, sia neoplastiche, sia funzionali. Questo fenomeno sembra correlato ad una modificazione delle abitudini di vita; in particolare errati comportamenti alimentari, eccessive condizioni di stress ed un aumento della sedentarietà, sia domestica sia lavorativa, sono a tutt'oggi ritenute corresponsabili dell'aumento di queste problematiche che interessano una percentuale sempre maggiore della popolazione.
Il “Centro per la diagnosi e la terapia delle malattie del Colon-Retto-Ano” pone dunque in particolare la propria attenzione, oltre che alle frequentissime Emorroidi, Ragadi Anali e Fistole Anali, su tre categorie di patologie molto importanti e non meno frequenti:

1) Malattie infiammatorie:

interesse specifico per il Centro sono sicuramente le malattie infiammatorie croniche per eccellenza, ossia la colite ulcerosa cronica ed il morbo di Crohn, spesso oggetto di difficoltà diagnostiche interpretative rilevanti. L'incidenza e la prevalenza delle due malattie differiscono leggermente per la colite ulcerosa che sembra essere, secondo la maggiorparte degli studi, più frequente (incidenza pari a 6-8 casi/100000 abitanti e prevalenza di 70-150 casi/100000 abitanti/anno) del morbo di Crohn (incidenza di due casi/100000 abitanti/anno e prevalenza di 20-40 casi/100000 abitanti/anno). Anche se il picco di esordio delle due malattie è tra i 15-35 anni, ne vengono segnalati casi in ogni decennio della vita.

2) Malattie tumorali:

i tumori primitivi del colon possono essere maligni o benigni:

Neoformazioni benigne: gli adenomi rappresentano il capitolo più importante dei tumori benigni del colon; l'esatta incidenza di tali neoformazioni nella popolazione in generale oscilla tra il 5 ed il 20 % nelle diverse casistiche. Si sa che l'incidenza aumenta con l'età e che è maggiormente colpito il sesso maschile (rapporto M/F = 6/4). Essi possono assumere due tipici aspetti: si parlerà dunque più propriamente di adenomi tubulari (88%) e di adenomi villosi (12%). Possono essere presenti forme più rare di tumori benigni quali la poliposi diffusa familiare, i polipi giovanili e le forme connettivali (lipomi, angiomi, fibromi e leiomiomi).

Neoformazioni maligne: il cancro del colon è di gran lunga il tumore più frequente del grosso intestino, mentre rari sono i carcinoidi come i tumori maligni connettivali. Raggruppando il cancro colico con quello rettale, il tumore occupa il secondo posto come frequenza sia nell'uomo (subito dopo il cancro polmonare) sia nella donna (superato dal cancro della mammella). Le statistiche parlano infatti di un'incidenza annuale approssimativa di 36 casi su 100000 abitanti (il 40% di tali forme si localizza a livello rettale). Riguardo al sesso, vi è una lieve maggiore incidenza nel maschio e, in rapporto all'età, la maggiore frequenza si ha nei decenni VI, VII e VIII. Sembra documentata la familiarità. Trattazione a parte merita il cancro dell'ano e del canale anale, in merito al diverso rivestimento epiteliale dei tre segmenti in cui tale porzione di intestino è convenzionalmente divisa. Da una matrice così varia possono originare tumori a struttura assai diversificata. Si può dire infatti che pressapoco con la stessa frequenza il tumore del canale ano-rettale è un adenocarcinoma o un carcinoma epidermoidale (quasi sempre spinocellulare). In sottordine il carcinoide ed il melanoma. In totale, le forme maligne rappresentano l'1-2 % dei tumori maligni del tubo digerente.


3) Malattie funzionali:

con tale termine si definisce un gruppo eterogeneo di malattie comprendenti: stipsi cronica idiopatica, incontinenza anale, colon irritabile, diverticolosi, diarrea cronica funzionale e prolasso rettale. Il calcolo dell'incidenza di tali manifestazioni, causa spesso di assenza dal posto di lavoro e quindi socialmente costose, è assai difficoltoso. E' possibile al contrario una osservazione analitica di tali manifestazioni:


Stipsi cronica idiopatica: in questa sindrome, distinta dalla stipsi cronica organica, di tipo secondario, le evacuazioni sono due o meno alla settimana e richiedono uno sforzo eccessivo. La stipsi è oltremodo frequente nei Paesi industrializzati, ove la vita è sedentaria, la dieta povera di scorie e/o disordinata e vi sono non di rado condizioni stressanti.

Incontinenza anale: tale disturbo, socialmente assai invalidante, può essere definito come l'incapacità a contenere volontariamente le feci e di procrastinare l'evacuazione ad un momento socialmente idoneo; anche se è sempre stato considerato caratteristico dell'età senile, con dati di incidenza pari a circa il 60%, è relativamente frequente e diffuso in tutte le fasce di età, con una prevalenza che risulta di 4.2/1000 nella popolazione globale e di 5/1000 fino ad oltre 10/1000 nella popolazione di età superiore ai 65 anni. L'incontinenza sembra peraltro prediligere il sesso femminile con un rapporto F/M che arriva ad 8/1 e spesso riconosce una causa iatrogena.

Colon irritabile: la sindrome dell'intestino irritabile risulta ampiamente diffusa nella popolazione industrializzata, rappresentando il 13-52 % dei motivi per cui i pazienti si rivolgono a specialisti gastroenterologi. La sindrome predomina nel sesso femminile con un rapporto M/F di 1/3 - 1/4. La fascia di età più colpita è compresa nella III-IV decade.

Diverticolosi: viene considerata attualmente la più frequente delle affezioni organiche del colon, con una prevalenza totale nei Paesi Occidentali del 20% circa; aumenta la propria incidenza con l'età. Viene infatti osservata, indifferentemente nei due sessi, in percentuale variabile del 30-50 % ed oltre nella popolazione di età superiore ai 65 anni. Particolare interesse per lo specialista rivestono le complicanze di tale malattia.

Diarrea cronica funzionale: si intende in generale l'emissione di feci liquide con abnorme frequenza. La definizione di diarrea può essere soggettiva, vale a dire sindrome caratterizzata da evacuazioni troppo frequenti di feci troppo liquide spesso "urgenti" o obiettiva, in riferimento all'aumento di volume o di peso delle feci, eccedenti i 250 g/die per almeno alcuni giorni.

Prolasso rettale: definito come intussuscepzione o protrusione del retto a tutto spessore ed in tutta la sua circonferenza che discende attraverso il pavimento pelvico e lo sfintere anale esterno fino a sporgere al di fuori della rima anale, viene distinto in esterno ed interno. Predomina nettamente nel sesso femminile (rapporto oscillante tra 3:1 a 10:1 nelle diverse casistiche) e la sua incidenza aumenta con l'età, con un picco massimo nella VI-VII decade.